È tempo di presentarvi nuovi amici e un’idea fresca fresca. Del nostro primo incontro leggerete nell’intervista che pubblichiamo di seguito, intanto vi diciamo brevemente di chi stiamo parlando e cosa faremo insieme a loro ma, soprattutto, con voi.
Vi presentiamo Bands Apart, nuova serie per il web che porta i musicisti a esibirsi dal vivo in luoghi non propriamente convenzionali di Roma. La passione per le live session che ci accomuna ha portato al lancio di un nuovo contest. Da oggi frestyl cerca assistenti di produzione che seguano sul set il team di Bands Apart e diano il loro prezioso contributo alla realizzazione di queste imperdibili pillole musicali. Che i frestyler siano appassionati di musica lo sappiamo bene, adesso si facciano avanti quelli che tra di voi hanno voglia di stare dietro a una telecamera e davanti alla loro band preferita. Si parte con I Cani (che si esibiranno a Roma il 29 febbraio al Piper Club). Nei giorni successivi il team di Bands Apart realizzerà con loro una clip (location ancora segretissima) e insieme a loro ci sarà uno di voi. Compilate questo form entro il 29 febbraio per candidarvi e non perdeteci di vista. Abbiamo ancora tante cose che vogliamo fare con voi.
Ecco l’intervista della nostra Giulia. Buona lettura!
Da Sgrang a BA, cosa è cambiato?
L’evoluzione da SGRANG a Bands Apart non consiste nell’approccio, che rimane sempre quello del jammin’ econo caro all’underground americano degli anni ’80, che per noi è quasi un credo. È stata invece un’evoluzione tecnica e stilistica. L’ultimo video di SGRANG, quello girato per
Awa Ly è stato, in qualche modo, il nuovo tracciato da seguire: non più il piano-sequenza (che faceva molto guerrilla filmaking, ma in fin dei conti lasciava troppo spazio all’improvvisazione) ma adesso un vero montaggio su due camere, per cogliere particolari inediti e per strutturare un vero discorso di regia. La tecnica si è dovuta evolvere in questo senso e la nuova produzione sta rispondendo velocemente e con agilità alle difficoltà produttive. Insomma, nuovo team, nuova produzione, nuovo stile che è un’evoluzione del vecchio, ma stessa mentalità.
Il vostro manifesto dice ”ogni fine è un inizio”… e ogni inizio può essere un futuro. Come vi vedete domani?
Il viaggio inizia appena si mette il naso fuori dalla porta. Praticamente essere on line e gestire da noi il nostro canale è già una promessa di futuro, almeno per questa stagione. D’altronde Marc Block diceva che il passato non esiste, perché non è più, il futuro non è ancora esistito e dunque l’unica cosa che esiste è il presente. E noi quello ci viviamo: il presente, senza nostalgie. Poi è chiaro che dei piani per il futuro li facciamo anche noi, ma ci piacerebbe rimanere sul web, che è, per adesso, garanzia per noi di indipendenza, libertà creativa e sarà sempre più, si spera, mezzo di sostentamento.
Il lavoro come viene organizzato, come convivono la musica e il video?
Il lavoro di organizzazione è molto semplice ed è basato sul gusto del team. Le agenzie di booking, le case discografiche o gli artisti stessi ci propongono settimanalmente le loro band e noi le valutiamo, scegliendo quelle che sembrano più interessanti, ma non siamo sofisticati, né troppo legati a mode o tendenze musicali. Scegliamo, quando possiamo, altrimenti rimandiamo. A volte capita di voler girare un video con una band che invece rifiuta la nostra proposta e allora ci dispiace, ma passiamo avanti…
Con chi vi è piaciuto di più lavorare?
Con Bands Apart abbiamo ancora pochi video, ma il primo, con Lewis Floyd Henry, non si scorda mai. Con SGRANG, personalmente ho avuto modo di conoscere artisti e persone magnifiche, con le quali sicuramente collaboreremo ancora e con qualcuno collaboriamo già adesso.
Cosa preferite ascoltare? Avete consigli per noi?
Ascoltiamo di tutto, ma questa è una domanda difficile a cui rispondere. Come quando ti chiedono il film preferito e tu non sai da dove iniziare prima e qualunque scelta tu faccia ti sembra di escludere qualcosa. Lasciamo perdere… diciamo che gli artisti che mi piacciono veramente o sono tutti morti o non suonano più.
Per quanto riguarda realtà emergenti o emerse ma completamente sconosciute a me, il problema è che spesso sono formazioni che hanno durata limitata e si sciolgono come neve al sole, per poi ricomporsi con altri nomi e altri progetti. In realtà il consiglio è andare su
bandsapart.com e vedere cosa offre il convento ogni settimana.
Raccontateci del vostro incontro con frestyl e cosa farete insieme.
Con
frestyl l’incontro è avvenuto di fronte a una tazza di caffè, in quel di San Lorenzo, ma fondamentalmente abbiamo raccolto una vibrazione che ci induceva a contattarli e a cercare una collaborazione. L’idea che frestyl ha tirato fuori è molto semplice ed efficace: un contest che ti porta sul set a provare l’ebbrezza di fare da assistente alla produzione per un nuovo episodio di Bands Apart. Che si può desiderare di più?