The music contest of our partner MArteLive has officially a winner: KuTso. Our beloved A&R Zin Giu has interviewed their frontman Matteo Gabbianelli, both in Italian and English. Check out what he has to say, ’cause you’ll need to keep an eye on them!
—- Zin Giu ha intervistato per frestyl il vincitore della sezione musica del MArteLive, Matteo Gabbianelli, frontman e ideatore del progetto KuTso. Il loro stile, il rapporto con la musica live e online, l’autoproduzione e l’estero. Cosa c’è da sapere su questi nuovi provocatori del pop-rock italiano? Non perdeteli di vista.
Irriverenti, espliciti, contro i luoghi comuni, anti-eroi e anti-star. Il vostro è un pop-rock divertente, un po’ demenziale. Le canzoni sono corte, molto “radiofoniche”.
La prima domanda che mi viene in mente è: ci siete o ci fate?
Siamo sarcastici, ma non demenziali. Questo si evince ascoltando con attenzione i nostri testi. Per quanto riguarda la struttura e lo stile dei brani, adottiamo la forma della canzone perché non vogliamo annoiare l’ascoltatore, né tantomeno noi stessi, con brani prolissi e ripetitivi. Inoltre ci piace tutto ciò che è breve ma intenso.
Oggi l’autoproduzione è una strada obbligata per chi vuole iniziare a fare musica. Le band registrano i propri dischi e li presentano direttamente sul mercato. È finita l’era dei provini e della ricerca del mecenate di turno. Voi avete il vostro studio, dove registrate, missate e masterizzate le vostre canzoni.
È un caso oppure siete stati obbligati a rimboccarvi le maniche?
Le circostanze ci hanno obbligati a fare tutto da soli. Tempo fa abbiamo capito che l’isola felice dei professionisti della musica che stanno lì ad aspettare nuovi talenti, in realtà non esiste. Non esisteva neanche quando il mercato della musica godeva di buona salute. Per molto tempo i media hanno spacciato per vera l’illusione che basti essere bravi per farcela. Ma non c’è meritocrazia nel nostro ambiente. Se non si è già in una certa élite, bisogna essere geniali ed estremamente fortunati per emergere davvero. Oggi che la tecnologia permette di produrre dischi di alta qualità con pochi economici mezzi, abbiamo capito che non vale la pena annaspare per tentare di convincere chissà quale casa discografica. Conviene, invece, dedicarsi alla produzione di buona musica, per poi presentarla direttamente al pubblico. Noi abbiamo scelto questa strada e siamo felici dei riscontri che stiamo avendo.
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