Verdena @ Borderline

As frestyl keeps expanding, we have now events and reporters even in London and New York. We’ve already mentioned our active frestyler figurehead who has his own blog about music and has offered to share his experience of gigs in London (where he lives) with us. So here is his first review, the much acclaimed band Verdena playing at Borderline in London. Enjoy (if you speak Italian of course : )

Su frestyl, direttamente da Londra, ecco la recensione del concerto dei Verdena al Borderline, di Riccardo “figurehead“!

 Foto di Orazio Sturniolo

Foto di Orazio Sturniolo

Ritrovo i Verdena nell’accogliente scantinato del Borderline, che già li aveva visti qui in occasione del lancio di Requiem. Non hanno nulla da invidiare ai colleghi anglofoni, la varietà dei loro pezzi ormai sfugge alle solite definizioni di post noise, indie rock e quant’altro.

Non salutano nessuno e attaccano con Sorriso in Spiaggia. Colpiscono a tradimento con la straripante Rossella All Over e, a giudicare dalla naturalezza con cui eseguono i fraseggi, sembra che si tratti del linguaggio del nuovo mondo Verdena. Con il quarto brano, Starless, raggiungono una compattezza del suono e una fluiditá musicale assolutamente sbalorditiva. Ma si resta veramente a bocca aperta quando, Roberta alle tastiere e Alberto al basso, suonano Badea Blues. Un pezzo maestoso che tutti cantano a squarciagola come se le parole avessero un senso! Intanto Luca si conferma un batterista sublime, mai un colpo fuori posto, una precisione ed un’espressivitá che le canzoni si capirebbero anche se suonasse solo lui.

Proseguono con una Nuova Luce dal finale inaspettato. Non l’ho capito ma mi è piaciuto e spero che qualcuno l’abbia registrato.

Con Castelli per Aria la chitarra acustica lascia un po’ di tregua al pubblico, per quanto l’intensità emotiva, tra Razzi Arpia Inferno e Fiamme e Scegli Me, non si abbassi minimamente.

Ritornano quindi le distorsioni come schiaffi in faccia con Don Calisto, non sei piú qui sei piú lontano, e buona parte degli spettatori si rassegna ad un lunedí afono. “È solo lunedí, e non solo nella sua mente”.

Pur non rinnegando il passato, i Verdena guardano avanti e suonano principalmente pezzi di Requiem e Wow. Nemmeno nel bis inseriscono pezzi famosi come Muori Delay o la nostalgica Valvonauta, preferiscono Lei Disse (un mondo del tutto differente Il Gulliver, concludendo il concerto con tanto di dito medio tra i fratelli Ferrari. È Roberta a ringraziare educatamente il pubblico e non è chiaro se c’é qualche attrito in famiglia o se si tratta semplicemente di una chiusura come tante altre. D’altra parte lo spirito resta grunge, non c’é tempo per le buone maniere.

:: figurehead

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