One of our partners AnnoZero Live, has launched a new series of events called “HEROES” which fully complement what we’re doing at frestyl: help exporting Italian music abroad, and support collaboration (instead of competition) between people involved in the live music business. Check out the interview we’ve done with AnnoZero Live (Italian/English version) and don’t miss the next Heroes event, 28th October at Le Mura in Rome!
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“Smettiamola di emergere, iniziamo a sommergere”. Leggere il manifesto di Heroes regala una carica incontenibile, risuona di note rivoluzionarie e turbate, a metà tra Anarchy in the U.K. e le “guns shot above our heads” della Heroes di Bowie. Si direbbe l’alba di un nuovo panorama musicale, o il tramonto di una visione tutta profitti (spesso anche scarsi) e poca collaborazione tra gli artisti.
Se si vuol far rinascere la musica a Roma, Roma è il posto giusto da dove incominciare. E se la si vuole diffondere all’estero, che sia Londra, Parigi o New York? Anche.
Allarghiamo gli orizzonti, tiriamoli il più possibile e facciamo vedere di cosa siamo capaci.
We can be heroes.
Ma HEROES che cos’è? Chi sono gli eroi? frestyl ha intervistato AnnoZero Live, che ci racconta la nascita, i sogni e le speranze per il futuro di questo magnifico progetto! Non perdete il prossimo evento del 28 ottobre a Le Mura con gli Spiral 69!

Come e dove parte l’idea di Heroes?
Heroes la naturale reazione di un gruppetto di persone (musicisti e promoter) alla soffocante ristrettezza di vedute della cosiddetta “scena indipendente”. Come il nostro manifesto spiega chiaramente, ne abbiamo decisamente abbastanza di hipsters e rockers “vorrei-ma-non-posso”. Ne abbiamo abbastanza di quelli che si rammaricano del fatto che nessuno va più ai concerti e poi sono i primi a non andarci, a meno che non suonino i grossi nomi. Ne abbiamo abbastanza delle band che segretamente si odiano e si boicottano, salvo poi lamentarsi di non ricevere un supporto adeguato. Soprattutto ne abbiamo abbastanza di starcene a guardare il paese che se ne va in malora (intendo musicalmente, ma dopo tutto un po’ il mood generale dell’intera nazione al momento) senza fare la nostra parte per migliorare un po’ il nostro angolino di mondo. Abbiamo deciso che era ora di agire, che bisognava farlo insieme e che occorreva riunire intorno a noi quante più persone possibile che condividessero questa idea, perché potesse diventare realtà. La nostra intenzione era quella di diffondere un nuovo concetto di musica dal vivo, per questo motivo abbiamo cominciato a contattare webzine e stazioni radio, in Italia e all’estero, che hanno apprezzato il progetto e non poi diventati i nostri media partners. L’idea di base che una band che suona con noi debba ricevere qualcosa in cambio che vada oltre il compenso (anche se un compenso c’è): noi offriamo loro la possibilità di far ascoltare la loro musica da addetti ai lavori di tutto il mondo, che hanno la possibilità di veicolarla a un pubblico più ampio. Naturalmente tutto questo ha un “prezzo” ma ci arriveremo dopo. In Italia si fa un sacco di ottima musica, solo che in genere promossa così male che all’estero non lo sa nessuno. Ci vedono solo esportare del disgustoso pop mainstream che (per fortuna) non interessa a nessuno.


